Prendere in affitto una casa, una stanza o un posto letto è una decisione che comporta una serie di spese, oltre al canone, da non sottovalutare. Nel post “spese e tasse per vivere in affitto” abbiamo consigliato di preparare un prospetto delle stesse per non essere impreparati.
Per avere la situazione più chiara possibile è necessario capire la ripartizione delle spese tra proprietario e conduttore e quindi i costi di propria competenza.
Infine, ma non da ultimo, quando si condivide un appartamento in affitto con altre persone, è bene definire la suddivisione delle spese tra coinquilini.

Al fine di evitare situazioni di tensione legate al pagamento di affitto, utenze o qualsiasi cosa venga condivisa in casa, è essenziale scegliere il “coinquilino giusto” ovvero colui che rispetta le regole per i pagamenti (facile a dirsi ma non a farsi anche se si tratta di amici o conoscenti).
Di sicuro per impostare una buona convivenza è consigliato prendere qualche precauzione definendo sin dall’inizio come dividere i costi e gestire i pagamenti.
Molto raramente nel canone di affitto è tutto incluso, di solito sono escluse tutte o alcune delle seguenti spese: le utenze (energia elettrica, gas, acqua), il condominio e il servizio internet.
Quando le spese non sono incluse nell’affitto, generalmente vengono ripartite in maniera equa tra tutti i coinquilini perché una suddivisione precisa in base al consumo di ciascuno sarebbe pressoché impossibile.
Se i contratti delle utenze restano intestati al proprietario è lui il responsabile verso la società fornitrice, effettua i pagamenti nei tempi e richiede il rimborso presentando le fatture ai coinquilini.
Qualora il proprietario chiedesse agli inquilini di intestarsi le forniture, è necessario stabilire quale sarà l’inquilino intestatario dei contratti dato che diventa lui il responsabile perseguibile dall’ente fornitore, è lui che deve provvedere ai pagamenti e ricevere il rimborso dai coinquilini.
Per evitare conflittualità future è meglio stabilire sin dall’inizio tutti gli aspetti relativi alla convivenza ed è vivamente consigliato mettere nero su bianco, scrivendo un contratto chiaro dove indicare tutte le decisioni prese per la suddivisione delle spese. Questo accordo, grazie alla forma scritta, permetterà di onorare i propri diritti e doveri evitando libere interpretazioni o cambi di idea in base agli umori.
È fondamentale includere cosa si stabilisce per la ripartizione dei costi delle utenze e dei servizi, chi si intesta i contratti, chi effettua i pagamenti, i tempi e le modalità di rimborso al coinquilino che effettua i versamenti. Meglio inserire anche le modalità di versamento della caparra e delle spese condominiali, di solito divisa equamente.
Per tutte queste spese il principio base, adottato dai più, è un uguale divisione nel periodo di competenza e non una differenziazione in base all’utilizzo, comunque nulla vieta accordi differenti purché chiari, condivisi e scritti in modo che nel tempo nessuno possa negare di aver acconsentito a qualcosa di diverso.

Ripartizione spese tra coinquilini
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