Quando si affitta un immobile, di solito, il pagamento delle utenze è a carico dell’inquilino.
Infatti nella maggior parte dei casi, nel contratto di locazione viene stabilito che, in aggiunta al canone di locazione, l’inquilino è tenuto a pagare le bollette relative alle cosiddette forniture (acqua, luce, gas).
Anche quando le forniture restano formalmente intestate al proprietario, il pagamento delle utenze è di competenza del conduttore.
Solo se nel contratto di locazione siano inserite clausole esplicite accordate tra le parti per una diversa ripartizione del pagamento delle utenze è possibile applicare un criterio differente, altrimenti ci si deve rifare alla norma generale: la spesa utenze ricade sull’inquilino.
Questo tema è spesso oggetto di discussione tra le controparti in vari momenti del contratto e per differenti motivi, vediamo ora alcune delle casistiche più frequenti.
Se le utenze sono intestate all’inquilino, spesso si evitano alcuni spiacevoli contrasti; lui stesso, in qualità di titolare del contratto di fornitura, riceve le bollette ed è personalmente obbligato al pagamento delle stesse. Anche nel caso in cui lasci la casa in affitto, senza aver provveduto al pagamento di alcune forniture, la ditta fornitrice non potrà rivalersi sul proprietario, il quale non deve rispondere della morosità dell’inquilino.
Completamente diversa è la situazione in cui le forniture restano intestate al proprietario, questo potrebbe essere il caso di chi affitta a studenti universitari che cambiano ogni anno e il proprietario sceglie di non variare l’intestazione dei contratti delle utenze annualmente.
In questo caso il proprietario è tenuto al pagamento delle spese per le utenze, chiedendo poi il rimborso all’inquilino. Consigliamo vivamente di mettere sempre per iscritto tale richiesta, in modo tale che è possibile dimostrare che il conduttore era a conoscenza del debito.
Dalla data di saldo bollette, il proprietario ha due anni di tempo per chiedere il rimborso delle spese, successivamente il diritto si prescrive.
L’inquilino ha due mesi di tempo per adempiere al rimborso, qualora ciò non avvenga e il valore delle spese supera di due volte il canone di affitto mensile il proprietario potrà procedere alla risoluzione anticipata del contratto attuando la procedura di sfratto per morosità.
Sfatiamo alcuni luoghi comuni: non è diritto del proprietario trattenere la caparra per compensare gli addebiti per utenze non pagate, a meno che non vi sia un accordo tra le parti.
Con la conclusione della locazione non terminano gli obblighi di pagamento dato che i consumi vanno addebitati all’inquilino fino al giorno della riconsegna della chiavi, quindi a fine contratto è importante fotografare i contatori per addebitare le bollette che verranno recapitate successivamente.
Il tema: volture e subentro (già trattato in altro post), prevede alcune casistiche rispetto alle forniture che potranno essere di futuro approfondimento.
Così come affronteremo volentieri le situazioni attinenti che vorrete condividere con noi attraverso i nostri canali.

Affitto: l’inquilino paga le utenze
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