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Il cane che abbaia al mattino presto, i bambini che piangono oppure urlano, i ragazzi che fanno schiamazzi, auto parcheggiate in ogni dove: sono soltanto alcune delle cause di liti tra condomini. La realtà del condominio, delle sue regole e norme non è affatto una situazione gestionale semplice.

Nel corso del tempo proprio per gestire al meglio la vita condominiale è nata la figura dell’amministratore di condominio e non è un caso se, sebbene sia prevista dal codice civile la possibilità di nominare amministratore uno dei residenti ( fino ad 8 condomini), ormai è consuetudine affidarsi ad un professionista del settore, anche grazie alla spinta della riforma.

Infatti a partire dal 17 giugno 2013 sono in vigore nuove norme per regolare la convivenza con i vicini e soprattutto disciplinare la figura dell’amministratore.

L’amministratore di condominio, di cui abbiamo accennato nell’articolo pubblicato lo scorso gennaio , di fatto è colui che gestisce aspetti economici e giuridici del condominio, un professionista a cui si richiedono, dopo la riforma, maggiori requisiti di trasparenza, formazione e nuovi obblighi.
In vista delle assemblee di nomina, che di solito si svolgono nei primi mesi dell’anno, l’A.N.AMM.I. , l’Associazione National-Europea Amministratori d’Immobili, ha definito alcuni consigli utili per scegliere l’amministratore migliore.
La recente riforma (Legge 220/13) ha stabilito come requisito professionale l’obbligo di diploma di scuola superiore e la frequenza di un corso di formazione di base. Inoltre c’è l’obbligo imposto per legge di formazione continua. Il professionista non deve aver subito alcuna condanna penale.
Proprio ad Ancona l’A.N.AMM.I. attiva il 28 febbraio il corso a pagamento per Amministratore di condominio con rilascio di idonea certificazione. Il corso è a numero chiuso, a pagamento, con convenzioni per studenti universitari, disoccupati, donne. Per maggiori informazioni e possibilità di iscrizione consigliamo di consultare l’elenco dei corsi a disposizione nel nostro spazio web.
Un amministratore condominale deve essere un po’ ingegnere, un po’ avvocato, un po’ fiscalista. E’ necessario, quindi, che si avvalga dell’aiuto di consulenti fidati. Anche in questo caso, l’appoggio di un’associazione e dei suoi specialisti si rivela importante.
Per legge gli amministratori condominali sono chiamati a occuparsi dei problemi più disparati: risparmio energetico, ristrutturazioni, sicurezza degli impianti. Il professionista ha mansioni eterogenee, per le quali è opportuno contare su competenze di tipo manageriale.
Gli attuali obblighi contabili a carico del professionista condominiale impongono competenze informatiche, meglio diffidare dunque di chi non garantisce la correttezza delle procedure amministrative.
Più volte abbiamo citato le associazioni di amministratori come punto di riferimento, inutile quindi ribadire che l’associazione conta. La formazione di base, l’aggiornamento, la certificazione, le consulenze specializzate, informazione in tempo reale, certificazione di conformità: sono attività tipiche di un’associazione di categoria rappresentativa del settore.
La prova del nove sulla scelta dell’amministratore avviene subito dopo la nomina, quando il professionista deve apporre la targa con nome e recapiti all’esterno del condominio, in modo da consentire ai condòmini di rintracciarlo facilmente, evidenziando anche l’iscrizione all’associazione di categoria.
L’arbitro è “cornuto”. L’amministratore di condominio è “ladro”. Luoghi comuni? Questi cliché, per gli amministratori, sono ormai fatti di cronaca. C’è quello che scappa con le quote versate dagli inquilini, quello che gonfia i bilanci condominiali con spese superflue.o che affida i lavori alle aziende di parenti o amici. Ma ci sono anche tanti bravi professionisti quindi dopo questa attenta lettura..
Speriamo non sia il vostro caso!

Condominio e non solo
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