downloadChe cos’è il cohousing?

Il cohousing non è una comune, né un eco-villaggio, è una scelta di vita che privilegia gli aspetti di socialità e di opportunità nell’avvantaggiarsi dell’utilizzo di spazi e servizi comuni scelti e organizzati dagli abitanti. Partecipare alla vita comunitaria del cohousing è un valore per tutti, ma non è mai un obbligo.

È una modalità con la quale alcuni coinquilini decidono di vivere in condivisione degli spazi e, a volte, anche strumenti (gli spazi possono essere infatti un garage ma anche una lavanderia, una cucina ed altro ancora).


L’Informagiovani si è avvicinato a questa realtà quando nel 2008 a Torino alcuni operatori hanno organizzato un incontro di confronto con l’Associazione Coabitare . L’approccio alla co-abitazione dell’associazione piemontese parte da alcune parole chiave: solidarietà, amicizia, vivere insieme, vita di qualità, condivisione, risparmio, ottimizzazione, spazi comuni, spazi maggiori, verde. Come è scritto anche nel loro sito si tratta di considerare “non più condomini dove la gente non si conosce e appena si saluta, ma realtà abitative in cui le persone hanno obiettivi comuni, si aiutano reciprocamente, si frequentano, organizzano occasioni d’incontro rivolte anche all’esterno, pur mantenendo l’assoluta indipendenza del proprio spazio abitativo privato”

Il cohousing è quello che parte dalla partecipazione fin dalle fasi di progettazione per arrivare alla gestione della vita domestica: significa che è preferibile partire da una scelta condivisa di abitare insieme e poi cercare e scegliere una soluzione (casa) anzichè fare il percorso inverso (abbiamo trovato una casa grande, vediamo se qualcuno la condivide; anche se, sappiamo, questa seconda ipotesi è molto praticata per motivi contingenti). Il primo percorso permette di sviluppare dapprima condivisione e comunione tra i cohousers e poi strategia di sostenibilità con benefici in termini di risparmio energetico, impatto ambientale e socializzazione tra individui.. Partecipare alla vita comunitaria del cohousing è un valore per tutti, ma non è mai un obbligo: ciascuno è libero di partecipare nei modi e con la frequenza che ritiene più opportuna. Logicamente la non partecipazione non esclude dalla partecipazione alle spese generali del cohousing.

Come cita Cohousing Italia “non è per niente facile costituire un gruppo che abbia in comune gli obbiettivi essenziali per iniziare un processo di cohousing come la localizzazione dell’insediamento (città, campagna, mare?) il tipo di spazi e servizi comuni (piscina o laboratorio?) il tipo di costruzione (case di legno o in muratura?) ma le difficoltà non devono scoraggiare. E’ fondamentale impostare i rapporti all’interno del gruppo alla massima chiarezza esprimendo dubbi e perplessità pur ricercando soluzioni comuni. E’ raccomandabile che vengano concordate delle regole fin dall’inizio. Il difficile percorso può essere sostenuto, se necessario, da figure professionali quali mediatori sociali, facilitatori, ecc.

Che differenza c’è tra il cohousing e l’housing sociale? L’housing sociale è di solito un’iniziativa  pubblica, parte di un piano integrato per le politiche sociali e abitative. I soggetti che accedere a questa offerta abitativa vengono selezionati sulla base di criteri legati al reddito e/o alla fragilità sociale. Recentemente ilmondo dell’housing sociale ha iniziato ad avvicinarsi ad alcuni aspetti tipici del cohousing, come la collaborazione tra le persone e la presenza di spazi condivisi e servizi autogestiti ad integrazione dell’alloggio. Ma cohousing e housing sociale rimangono due mondi distinti. Infatti il cohousing,come abbiamo sottolineato è un’iniziativa libera di cittadini che si organizzano in un gruppo e sono essi stessi a promuovere la realizzazione della loro casa, di cui generalmente diventano proprietari. In ambito internazionale e soprattutto in nord Europa, esistono casi in cui il cohousing può essere effettivamente sovvenzionato e/o agevolato dal settore pubblico in quanto considerato una forma di sostegno sociale.

Anche il mondo accademico, visto lo sviluppo di queste nuove culture abitative, propone percorsi di formazione ad hoc, come esempio segnaliamo il master di I e II livello in Housing sociale e collaborativo  promosso dal Consorzio del Politecnico di Milano che si avvierà ad aprile.

Anche ad Ancona si sta avviando un progetto A”NCONA: LA CITTÀ IN….COMUNE”,  nato dall’attivazione di una rete di soggetti pubblici e del terzo settore finalizzato alla realizzazione di servizi che possano dare risposte concrete ai crescenti bisogni “primari” di tanti cittadini, italiani o stranieri, residenti o non nel Comune di Ancona, con azioni mirate alla realizzazione di “percorsi individualizzati” per il raggiungere un autonomia sociale e/o abitativa di soggetti e/o famiglie, privi di risorse economiche e familiari.

Qualcosa si sta muovendo e noi cercheremo di mantenervi aggiornati.

(questo articolo è stato scritto da Ketti Marini)

Cohousing Co …. cosa?
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