Dopo il 13 marzo a causa dell’emergenza sanitaria Covid-19, per contrastare il diffondersi del virus, sono state vietate anche le assemblee condominiali dato che sull’intero territorio nazionale vigeva il divieto di ogni forma di assembramento di persone in luoghi privati.

Nei successivi decreti ministeriali non sono state espresse disposizioni sul possibile ricorso agli strumenti di comunicazione a distanza o videoconferenze da applicare anche in ambito condominiale quindi anche gli amministratori e le relative associazioni che hanno espresso quesiti a riguardo non hanno trovato risposte definite.

Dopo il 4 maggio è stata data la possibilità di riprendere l’attività come amministratori condominiali, ma solo dopo il 16 maggio nel d.l. n. 33 si è fatto riferimento alla possibilità che le riunioni si svolgano garantendo il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

A questo punto ci si è chiesto se i termini “assemblea” e “riunione” sono sinonimi. Solo il 1 giugno è stata data risposta tramite una Faq alle richiesta espressa al Governo circa la possibilità di convocare le assemblee condominiali.

“Le assemblee di qualunque tipo, condominiali o societarie, ovvero di ogni altra forma di organizzazione collettiva, possono svolgersi in “presenza fisica” dei soggetti convocati, a condizione che siano organizzate in locali o spazi adeguati, eventualmente anche all’aperto, che assicurino il mantenimento continuativo della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro fra tutti i partecipanti, evitando dunque ogni forma di assembramento, nel rispetto delle norme sanitarie di contenimento della diffusione del contagio da COVID-19.”

Ad oggi le assemblee condominiali possono essere svolte in luoghi aperti o chiusi purchè lo spazio sia sanificato e adeguato per mantenere il distanziamento sociale di almeno un metro.

L’amministratore, il presidente ed i condomini presenti all’assemblea sono tutti coinvolti nel rispetto delle norme sanitarie per lo svolgimento della stessa.

L’amministratore che convoca l’assemblea, a propria garanzia e a quella del presidente che ne constata il regolare svolgimento, è bene che predisponga alcune linee guida per la partecipazione, almeno raccomandare di mantenere il distanziamento sociale da fermi e nei momenti di spostamento nello spazio adibito alla riunione, ricordare di lavare la mani magari mettendo a disposizione anche soluzioni idroalcoliche per l’igienizzazione, si dovrebbe mantenere l’obbligo di utilizzo di protezioni per le vie respiratorie.

Inoltre è opportuno che il verbale contenga la presenza di autocertificazioni che escludano situazioni di positività o quarantena di tutte le persone presenti, sarà cura dell’amministratore arrivare in assemblea con tutto il materiale già predisposto.

Molto si è discusso anche sulla possibilità di svolgere l’assemblea da remoto ma nulla è previsto tra le norme condominiali, pertanto il verbale potrebbe essere impugnato e a quel punto non conviene procedere per via legale ma riconvocare l’assemblea in presenza.

Da ultimo, seppur dovrebbe essere scontato, ricordiamo che è compito ed educazione civica di ciascuno comportarsi secondo le vigenti normative sanitarie.

Assemblea condominiale in presenza

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