In questi ultimi giorni si è parlato della Tari: Tassa sui rifiuti, più volte e per motivi differenti.

In primis la scadenza imminente di lunedì 1 ottobre, data entro cui va presentata la  richiesta di agevolazione Tari 2018 in base alla dichiarazione ISEE in corso di validità per usufruire della riduzione sulla tassa per l’anno 2018.

Infatti il Comune di Ancona ha confermato l’agevolazione per le utenze domestiche che riduce il tributo in base alla dichiarazione Isee per i soggetti residenti nel Comune prevedendo quattro percentuali di riduzione relative ad altrettanti scaglioni Isee per le cui specifiche rimandiamo alla pagina di Ancona Entrate; dove è disponibile anche il modello che va compilato e consegnato insieme all’Isee.

In occasione di tale scadenza, il Comune ha previsto aperture straordinarie dell’Ufficio di Ancona Entrate il quale effettuerà un’apertura straordinaria al pubblico anche lunedì pomeriggio 1 ottobre dalle ore 15.00 alle ore 17.00, come indicato qui.

Ma la Tari è oggetto di discussione soprattutto per le modalità di richiesta di rimborso visto che il Comune di Ancona risulta tra i Comuni che avrebbero conteggiato e quindi calcolato in modo errato la quota variabile della Tari.

L’origine del problema risale al 2014 quando vi è il passaggio dalla Tarsu, alla Tares ed infine alla Tari, a quando le modifiche della normativa sulla tassa dei rifiuti portarono all’applicazione del metodo con la distinzione tra quota fissa e quota variabile Tari calcolate considerando rispettivamente la superficie calpestabile e il numero degli occupanti. La quota variabile della Tari dovrebbe dipendere solo dal numero degli occupanti. La parte variabile della tariffa va calcolata solo una volta considerando l’intera superficie dell’utenza composta dalla parte abitativa e dalle relative pertinenze.

Alcuni Comuni hanno interpretato erroneamente il regolamento applicando la quota variabile anche sulle pertinenze, calcolando così la tassa sui rifiuti più volte per lo stesso immobile.

Ad oggi per capire chi ha diritto al rimborso Tari, basta prendere i bollettini o gli F24 Tari inviati dal Comune che riportano anche i calcoli della tariffa applicata sulla singola unità immobiliare e relative pertinenze, se è presente la quota variabile Tari per le pertinenze, si ha diritto al rimborso.

Nelle bollette la quota variabile deve essere presente solo per l’abitazione e non per le pertinenze.

Il Comune di Ancona, si è espresso spiegando che tutto il meccanismo di rimborso andrà in attuazione nel primo semestre 2019,  con qualche mese di ritardo dovuto all’attesa di un provvedimento nazionale che non è mai arrivato. Comunque il ritardo non  pregiudica in alcun modo le posizioni dei cittadini infatti la prescrizione per l’anno 2014 che è l’anno più lontano (si può richiedere il rimborso entro 5 anni dal pagamento), scade comunque al 31 dicembre 2019. Quindi c’è un anno per predisporre ed attuare tutti gli atti necessari. Ora si sta lavorando per definire alla luce dei pareri chiesti, dopo un confronto anche con le associazioni dei consumatori per definire un percorso amministrativo da seguire per attuare questo provvedimento.

In questo blog pubblicheremo non appena disponibili gli aggiornamenti relativi alle modalità individuate dal Comune per coloro che ritengano essere soggetti dell’errato conteggio.

Tari tra agevolazioni e rimborso
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