Ipoteca-casa

Il 6 maggio è entrata in vigore  la legge che disciplina il prestito vitalizio ipotecario, ma che cos’è? A cosa serve? Chi potrebbe essere interessato? Come fare richiesta?

Il prestito vitalizio ipotecario è una tipologia di finanziamento con cui il proprietario di un immobile può chiedere un prestito alla banca convertendo parte del valore della propria abitazione in denaro contante. Come garanzia, la banca o l’intermediario finanziario iscrive, sullo stesso immobile l’ipoteca di primo grado (il grado indica l’ordine di priorità per la soddisfazione dei diritti vantati dai rispettivi creditori).

A volte la casa di proprietà dove abitiamo o dove risiedono i nostri genitori o nonni è troppo grande sia come dimensioni che come peso economico, ma scegliere di vendere e acquistare andando altrove non è per tutti la scelta migliore, soprattutto ad un certo punto della propria vita.

Alcuni decidono di cedere la nuda proprietà, cioè vendere e restare ad abitare nella propria casa fino alla fine e poi gli eredi non riceveranno nulla, il passaggio di proprietà all’acquirente è immediato e i irreversibile

Un’alternativa possibile è il prestito vitalizio ipotecario: strumento molto diffuso nel mondo anglosassone, introdotto in Italia con la legge 248 del 2005 dove non ha avuto grande diffusione e successo; oggi rivisto e reso più flessibile con la nuova normativa.

Il proprietario ultra sessantenne di un immobile con la residenza nello stesso, e con l’esigenza di ottenere liquidità, integrando le entrate mensili, può convertire parte del valore della casa in liquidità, mantenendo la proprietà della stessa e lasciando agli eredi la scelta di riscattarlo o venderlo al momento del decesso del proprietario.

Il finanziamento concesso dalla banca o dall’intermediario finanziario, a fronte dell’ipoteca, può essere a tasso fisso o variabile, senza l’obbligo di predeterminarne la scadenza e senza nemmeno l’obbligo di rimborsare quote di capitale o di interessi.

L’importo erogabile varia a seconda dell’età del richiedente tra il 20 ed il 50% del valore dell’immobile. Il debitore può concordare un piano di rientro graduale.

Se il proprietario non effettua i rimborsi, al suo decesso gli eredi hanno dodici mesi di tempo per vendere o riscattare l’immobile rimborsando integralmente il debito con gli interessi semplici maturati nel frattempo.

Successivamente la banca può vendere la casa ad un valore pari a quello di mercato utilizzando il ricavato per estinguere il suo credito. Inoltre La banca ha diritto di chiedere la restituzione di capitale e interesse entro un anno se il debitore in vita vende in tutto o in parte l‘immobile; se il debitore costituisce nuove ipoteche sull’immobile e se concordato il rimborso rateale in vita il debitore risulti inadempiente per sette volte anche non consecutive.

Ancora una volta si parla di scelte, i cui effetti ricadranno su di sè e sugli altri. Scelte che fanno capire se la casa come capitale oggi è ancora un valore da poter tradurre in liquidità e in che termini.

In questo blog o nella nostra pagina Facebook noi seguiremo qualche futura analisi statistica per capire se il prestito vitalizio ipotecario, con la nuova normativa descritta, può avere un mercato o meno anche nel nostro paese.

(questo articolo è stato scritto da Ketti Marini)

Casa uguale denaro?
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