Il domicilio e la residenza sono concetti differenti e questo ha numerosi effetti nella vita di tutti i giorni. Ad esempio quando si presenta la domanda per un un bando pubblico e si indica un domicilio differente dalla residenza, le successive future comunicazioni verranno inviate presso il domicilio. Lo stesso può dirsi per le bollette relative ai contratti di fornitura luce, gas, ecc. di un alloggio, queste vengono spedite al domicilio qualora non coincida con la residenza.

Nel linguaggio comune spesso vengono confusi ma dal punto di vista legislativo non è così.

La residenza viene definita come il luogo in cui una persona ha la dimora abituale, cioè dove vive in modo stabile e duraturo, non è necessario che la stabilità sia continua ma deve essere duratura nel tempo. La persona deve avere la volontà di rendere quel luogo la sua abitazione principale.

La residenza viene stabilita in un determinato Comune e ciò ha effetti importanti per la vita sociale del cittadino. Nel dettaglio, nel Comune di residenza si sceglie il medico di famiglia; si è iscritti alla lista elettorale; ci si deve rivolgere per gli adempimenti da svolgere in caso di matrimonio, o per la richiesta dei certificati anagrafici.

Il domicilio è il luogo in cui una persona stabilisce la sede dei suoi affari e interessi, è il luogo in cui concentra la vita professionale o stabilisce il punto di riferimento della propria vita e di quella della sua famiglia. Un esempio?! La casa in locazione dove abita lo studente. Definire il domicilio non è una pratica amministrativa, è una dichiarazione che si fa anche per specifici affari.

La residenza viene registrata presso l’ufficio anagrafe del Comune compilando un’apposita dichiarazione. Successivamente seguirà un accertamento fisico da parte della polizia municipale per verificare se effettivamente il dichiarante risiede in quel luogo.

Il concetto di residenza è caratterizzato dall’elemento di abitualità, è il luogo in cui la persona vive abitualmente e in modo permanente. Ancora differente è la dimora, il luogo in cui la persona attualmente vive ma per un periodo bere o temporaneo, ad esempio la casa per le vacanze estive.

Infine specifichiamo che il diritto italiano vieta le residenze di comodo, ovvero quelle che sono stabilite in un luogo dove non si vive né si va mai a dormire, che magari vengono stabilite solo con lo scopo di ottenere le agevolazioni fiscali previste dalla normativa vigente.

La residenza è unica, può essere stabilita in un solo Comune, in un solo indirizzo.

Domicilio e residenza: quale la differenza
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